Dr. Federico De Iure Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Responsabile UOSD Chirurgia Vertebrale - Ospedale Maggiore Bologna

Sto scegliendo il chirurgo e l’ospedale giusto?

In Italia la specializzazione in chirurgia vertebrale NON ESISTE. Tradizionalmente se ne sono da sempre occupati gli ortopedici e, da una ventina di anni a questa parte, anche i neurochirurghi. Solo queste due scuole di specializzazione dovrebbero fornire l’insegnamento adeguato (anatomia, biomeccanica della colonna, fisiologia, etc.) per dare le basi ad un chirurgo per operare. Ma in Italia, per legge, chiunque abbia una laurea in medicina può fare un intervento di stabilizzazione vertebrale, anche un ginecologo o un cardiologo o un radiologo o un anestesista. Inoltre, per potere valutare le capacità di un chirurgo bisognerebbe essere un chirurgo, occuparsi della stessa patologia (in questo caso chirurgia vertebrale) ed avere operato con lui per un certo numero di volte. Per il paziente non è quindi semplice capire se chi lo sta per operare è una persona competente o un millantatore.

Internet, i social media, TV e stampa
Chiunque al giorno d’oggi può costruirsi un bel sito internet, o una bella pagina Facebook, prendendo magari immagini da interventi fatti da altri chirurghi. Le comparsate televisive di chirurghi che illustrano le loro nuove e favolose tecniche chirurgiche che si vedono nelle emittenti pubbliche e private sono quasi tutte a pagamento anche se vengono rese in maniere da apparire come interviste; esistono società di pubblicità che si occupano solo di questo con tariffe che variano da poche centinaia di euro per inserti nei fascicoli settimanali allegati ai quotidiani fino a molte migliaia di euro per interviste televisive mandate in coda ai TG più blasonati. Paradossalmente, sapere che tizio o caio sono stati operati alla colonna vertebrale da un chirurgo e, a distanza di tempo, stanno bene è più confortante di tutte le informazioni che si possono reperire in rete ma non basta.

Quindi che fare?
Tuttavia una base di partenza si può avere anche dalle informazioni presenti in internet. Innanzitutto si può sapere se il chirurgo abbia una specializzazione in ortopedia o in neurochirurgia: le amministrazioni hanno l’obbligo di fornire l’accesso in rete al curriculum dei loro dipendenti. Si può inoltre sapere se quel chirurgo ha almeno le conoscenze teoriche sulla patologia che intende operare. E’ sufficiente fare una ricerca sul motore di ricerca Pubmed ( https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed ) che cataloga tutti i lavori scientifici pubblicati al mondo. Basta inserire il cognome e l’iniziale del nome del chirurgo e come risultato compaiono i lavori pubblicati dal chirurgo. Se la ricerca non produce risultati o ha risultati limitati ed i lavori si riferiscono tutti alla chirurgia del ginocchio o ai tumori dell’encefalo allora forse è il caso di farsi qualche domanda. Infine, il momento di garanzia maggiore si ha durante il colloquio con il chirurgo. Il paziente ha il diritto ed il dovere di fare domande. Non è irrispettoso chiedere al chirurgo se ha già fatto interventi di quel tipo, quanti ne ha fatti, che complicazioni ha avuto; anzi, permette di capire meglio chi abbiamo di fronte. Se chi deve essere operato è poi una persona anziana e/o con problematiche mediche bisogna sapere se l’ospedale scelto per l’intervento possiede le competenze e le strutture per far fronte a tutte le eventuali complicazioni (rianimazione o terapia intensiva, altri specialisti chirurghi o medici in grado di occuparsi delle eventuali problematiche che possono insorgere).